Innovazione

Eco-natstocerIl cuore dell’innovazione sta nello sviluppo di nuove composizioni del corpo ceramico e l’applicazione riveduta e corretta di un principio precedentemente testato, cioè la micro-finitura mediante sabbiatura ad alta pressione della superficie ceramica, che però non ha dato finora risultati soddisfacenti nella riproduzione di tutti gli aspetti della pietra naturale, il che molto probabilmente è derivato dall’utilizzo di un composizione del corpo ceramico robusto ma troppo semplice.
Si è così creata una nuova composizione del corpo ceramico, adatto ad un trattamento di finitura ottenuto tramite il medesimo principio, destinato ad accrescere i risultati estetici e funzionali raggiungibili dal processo orginale.

Dal punto di vista tecnologico, un aspetto innovativo è la macro-strutturazione della piastrella pressata, che, grazie al carico selettivo dello stampo, risulta strutturata non solo per quanto riguarda la geometria, ma anche per quanto attiene la composizione, come accade nelle pietre naturali. Il processo escogitato, che mantiene separato il flusso delle materie prime a seconda della loro natura (resistenza all’usura e all’abrasione, ma anche il colore) fino alla pressa, riproduce in qualche decimo di secondo l’attività naturale di mille anni, in cui sedimenti di materiali differenti creano strati e venature.

Il processo innovativo può essere così descritto:

  • Selezione delle materie prime: una miscela di materie prime viene preparata utilizzando almeno due diversi composti che presentano una differente resistenza all’erosione e all’usura. Per esempio, materiali convenzionali basati sull’argilla possono essere utilizzati insieme a silicio fuso, quarzo, mullite o polvere proveniente da piastrelle in porcellana macinate. Questi ultimi materiali, appropriatamente macinati, sono utilizzati come elementi corrosivi nel processo finale di micro-strutturazione.
  • Pressatura: le nuove miscele di materie prime sono poste nello stampo di una pressa, prestando attenzione a distribuire selettivamente le particelle più dure e più resistenti all’usura in una struttura simile a una vena sulla superficie della piastrella. L’applicazione di una pressione per la formazione permette la totale integrazione di tutti i differenti materiali, che dopo la cottura generano differenti fasi cristalline. In questa fase vengono aggiunti anche i pigmenti coloranti in modo da impartire alla piastrella i colori simil pietra desiderati. Gli stampi della pressa presentano una superficie non completamente bidimensionale, che permettono di prestrutturare, in scala macro, la piastrella.
  • Asciugatura: le piastrelle pressate vengono asciugate in un asciugatore convenzionale in modo da rimuovere il contenuto di umidità (6%) ancora presente nel corpo;
    Cottura: le piastrelle asciugate sono cotte in una fornace a rullo convenzionale, di cui il ciclo termico è impostato in modo da favorire l’emergere delle porzioni formate più dure. I prodotti rotti o danneggiati vengono identificati all’uscita dalla fornace e raccolti per il riciclaggio o come materie prime o come particelle abrasive.
  • Microstrutturazione: le piastrelle sinterizzate sono soggette, in una cabina chiusa, a un getto d’aria e a particelle abrasive, che alterano e rendono più liscia la superficie ruvida della piastrella. Come risultato della micro-strutturazione, la piastrella raggiunge un aspetto simile alla pietra naturale, mentre le particelle abrase, intimamente mescolate con le particelle abrasive, vengono raccolte e riutilizzate come materie prime. Le particelle abrasive escono dalla stazione di micro-strutturazione solo quando le dimensioni delle particelle si sono ridotte a un punto in cui le collisioni con la superficie della piastrella non producono effetti significativi, altrimenti vengono riutilizzate nelle operazione di micro-strutturazione.

Eco-natstocerAppare evidente che non vi è utilizzo di acqua nelle operazioni di finitura, né produzione di fanghi e che tutti i rifiuti solidi prodotti vengono riutilizzati come materiali abrasivi o, una volta che le loro particelle sono diventate troppo piccole, come componenti duri della composizione del corpo ceramico.